Talent Of The Week

Shinko

Piccole stole chiuse da una calamita, che diventano un collo voluttuoso, fatto di preziose sete giapponesi e nappa italiana. Così Federica Angelici ha trasformato la sua lunga esperienza professionale in Estremo Oriente nel concept di un accessorio handmade, che combina il meglio di due antiche tradizioni.

Chi sei, e come nasce l’idea di Shinko?

Shinko rappresenta la mia terza vita. In giapponese significa Fede, che poi è anche il mio nome. Sono laureata in Lingue Orientali e nella mia “precedente vita” mi occupavo della produzioni di maglieria e accessori in cachemire, viaggiando moltissimo in Cina e in generale nell’Estremo Oriente. Quando quest’attività si è chiusa ho scelto di dirottare sul No Profit. Per quasi 4 anni ho lavorato in una Ong che si occupava di progetti di educazione e formazione delle donne africane.

Quando anche quest’esperienza è finita, ho tentato di ripropormi nel mondo del lavoro attraverso i normali canali, ma col tempo le speranze si sono ridotte a zero e il mio morale era a pezzi. Grazie al sostegno di carissimi amici, ho avuto l’idea di ripensare tutto il mio passato, per dargli una nuova forma. Così è nato Shinko: il ponte tra il meglio della tradizione artigianale giapponese e italiana.

Che cosa proponi?

Creo una linea di accessori donna con tagli essenziali: dei colli che sono una via di mezzo tra un ornamento ed una sciarpa.

Utilizzo prevalentemente pannelli di sete ricavati da kimono originali, che vanno dagli anni ’60 agli ’80, combinati con nappa rigorosamente italiana. Il mio scopo è dare risalto ai materiali, eliminando qualsiasi altro elemento. Per questo utilizzo le calamite e la chiusura è totalmente a scomparsa.

Seguendo la filosofia giapponese del Riciclo Creativo e l’arte del Kintsugi, utilizzo anche pellami che presentano alcuni difetti, trasformandoli in tratti distintivi della loro unicità.

Il mio lavoro è soprattutto la ricerca continua dei tessuti in Giappone, un mondo fatto di unicità e tradizione simbolica, che si esprime nell’arte dei disegni e dei colori.

Cosa hai trovato in MercatoMonti?

Nel tempo questa mia nuova attività ha preso forma, e oggi posso davvero dire che mi ha rigenerato.

A MercatoMonti ho avuto modo di conoscere sempre più persone, sia italiane che straniere. Questo mi ha permesso di trovare nuovi stimoli creativi e anche molte gratificazioni. Credo sia un ambiente molto piacevole da tutti i punti di vista.

*articolo di Marta Zoe Poretti